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Il "Saint Thomas"
Il nome "Mail" (letteralmente "viale alberato") perpetua il ricordo di un priorato fondato nel 1107 da Ugo I, Signore di Amboise, che lo donò poco tempo dopo all'abbazia di Pont-Levoy. Esso costituiva un feudo dal quale dipendeva un'abitazione (con il n. 1) che doveva versare al Signore ogni anno un canone di 5 soldi e 6 denari, nel giorno di Saint-Étienne, ossia il 26 dicembre (1).
All'inizio del XVIII secolo, ne fu proprietario Jean Rouer, ufficiale della Casa del Re, appartenente ad un'antica famiglia di Amboise che aveva dato molti sindaci alla città: Jean Rouer (1658-1661) e poi, nel 1669, Alexandre Rouer, Signore di Château Gaillard.
Jean Rouer si sposò il 12 febbraio 1685, nella "cappella del priorato Saint-Thomas di Amboise", con Catherine Pommiers (2), dalla quale ebbe almeno una figlia, Marie-Antoinette. La dote di quest'ultima venne definita come segue al momento del contratto di matrimonio, il 29 maggio 1726: "l'immobile situato nel Mercato Grande della città, presso il priorato Saint Thomas". Il 3 giugno seguente, nella chiesa Saint Florentin, ebbe luogo la cerimonia religiosa che unì Antoinette Rouer e "François de Boyneau, signore di Les Clouzeaux" (3). Questi era di antico lignaggio, poiché Gilles de Boyneau era stato nobilitato nel 1619 in quanto sindaco di Amboise (4).
Il 13 marzo 1776, l'allora vedova di François de Boyneau, Antoinette Rouer, vendette a Jacques Lhomme de la Pinsonnière: "un'abitazione situata nel Mercato Grande della città, presso il priorato Saint-Thomas, composta da due corpi principali. Il primo, preceduto da una corte alla quale si accede da una grande portone, è composto da un'anticamera, una sala, un salone, un andito, due camere dai soffitti molto alti con caminetti, due cantine a volta la cui entrata è preceduta da una rimessa. Il secondo corpo ospita la cucina e i magazzini annessi che arrivano direttamente alla strada attraverso un corridoio. Il tutto racchiuso da mura e confinante, a nord, con il fiume chiamato "La Masse"." I principali elementi di questa descrizione si ritrovano, senza modifiche, in tutti gli atti fino al 1858 e il catasto del 1808 ne dimostra l'esattezza.
Ancora oggi, l'accesso alle due cantine a volta si trova sotto un edificio annesso che ha preso il posto dell'antica rimessa. Gli interventi di rinnovamento realizzati nel 1986 hanno consentito di rinvenire, sotto i tramezzi di mattoni che li separavano, gli antichi e spessi muri. Sotto la carta da parati che ricopriva il muro del corridoio a destra è stato portato alla luce un disegno di fantasia stemmato, accompagnato da una data: 1773 (5). Ciò è stato sufficiente per attestare l'età dell'edificio, che fu quindi rimaneggiato alla fine del XIX secolo, prendendo infine l'aspetto attuale.
Jacques Lhomme de la Pinsonnière, che comparve di persona di fronte all'assemblea elettorale della nobiltà della Touraine nel 1789 (6), in qualità di Signore di Villiers (7), inserì nel proprio testamento l'abitazione di Amboise. Dopo la sua morte (avvenuta il 5 febbraio 1813), essa passò quindi a uno dei suoi nipoti, Amédée-André Lhomme de la Pinsonnière (8). Questi risiedeva alla Petite Carée, presso Saint Symphorien, quando rivendette l'edificio, il 23 settembre 1837, al negoziante Porphyre Trouvé. Un nuovo passaggio di proprietà, il 24 marzo 1856, la vide passare nelle mani di Armand Lesourd, imprenditore di lavori pubblici ad Amboise, che a sua volta la vendette, il 12 luglio 1858 (9), a Jean-François-Brice Pathault e Marie-Louise Leclaire, i cui discendenti vi si succederanno fino al 1986. Questa famiglia era originaria di Blois, ma un Louis Pathault si era infine stabilito ad Amboise, dove aveva sposato, nel luglio 1661, Françoise Carré (un antenato della quale, Denis Carré, era stato sindaco dal 1572 al 1574).
Durante la restaurazione della monarchia, Jean Pathault-Habert vi fondò una manifattura di coperte, che ebbe grande prosperità e fece la fortuna di tutta la sua famiglia (10). Questa attività cessò nel 1920, poiché il 20 aprile alcune parti dell'edificio vennero cedute a Monsieur Gounin (11).
Nel 1881, l'abitazione del Mail Saint-Thomas divenne di proprietà della nipote del fondatore, Adeline Pathault, moglie di Raoul Boileau. Si suppone, in base alla tradizione della famiglia, che furono costoro gli ultimi a modificare profondamente la struttura dell'edificio. Ciò che è certo è che il soffitto della sala principale, dove tutte le capriate sono dipinte, presenta in un angolo la firma "Ripault 1887 Tours". Questa stanza è riscaldata da un caminetto neorinascimentale in legno, firmato da uno dei più grandi maestri dell'ebanisteria: "Bernou, di Tours". Il focolare è incorniciato da due colonne con capitelli compositi che sostengono una trabeazione ornata da viticci e motivi a fogliame finemente cesellati. Ai lati della cappa, si trovano dei pilastri, decorati con cerchi, sui quali riposa un'ampia cornice decorata nello stesso modo e sottolineata da una linea di dentelli. Il pannello decorativo rettangolare è quadrettato da losanghe con un fiordaliso su ognuna. Dei caminetti in pietra, di cui sono stati ritrovate i disegni complessivi sull'intonaco in gesso dei tramezzi, riscaldano l'ala che dà sulla strada e un'aggiunta a terrazza sul giardino. Il pignone triangolare sul lato della piazza venne decorato con dragoni alati alla base degli spioventi. Tutte le aperture furono rimodellate e dotate di intelaiatura in pietra sul posto. Sembra che, per guadagnare in altezza, sia stato ricavato nel sottotetto un piano aggiuntivo reso accessibile mediante una scala avvolgente situata all'interno di una torretta a sbalzo costruita nell'angolo a nord-est. Questo pastiche di un edificio del XV secolo ha già superato il primo secolo di età.
La storia di questa dimora è piena di eventi di grande interesse, anche il suo aspetto è cambiato molto nel tempo. Imponenti lavori di rinnovamento hanno donato all'edificio, nel 1986, una nuova giovinezza per una destinazione differente, dedicata all'universo della gastronomia, sotto l'egida protettrice di Saint Thomas.
1/ Archivi dipartimentali. Atto Legendre (Amboise), 13 marzo 1776.
2/ Chevalier. Archivi comunali di Amboise (1874) pagina 297.
3/ Informazione recuperata grazie al nostro collega Pierre Robert.
4/ Carré de Busserolle. Stemmario della Touraine, pagina 180.
5/ Si ringrazia Madame Bernadette Chabreton che ha accettato di recuperare per noi un calco del disegno.
6/ Memorie della Società Archeologica della Touraine, tomo 10, pagina 98.
7/ Da Villiers, tomo 5 dell'opera "Vieux Logis de Touraine", pagina 155.
8/ Archivi dipartimentali. Minutes di M. Bourreau (Amboise), 12 febbraio 1812.
9/ Atto del 12 luglio 1858 fornitoci da Monsieur Brice Pathault.
10/ M/R Souty, una famiglia di Blois vissuta nei secoli XVI - XVII: i Pathault (Blois, 1957) pagina 62.
11/ Informazioni tratte delle ricerche di Monsieur Michel Maître.
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